La città è un caleidoscopio. E’ facile fotografare qui quel crocevia di popoli, di storia e cultura, di arte e tradizioni, di narrazioni antiche ed autentiche che sfociano in un presente dinamico ed eclettico. Atmosfere moderne ed europee che si intrecciano continuamente con la storia perennemente presente e di cui la città mostra, con orgoglio, le sue testimonianze: è stata fenicia, greca e romana, capitale araba, terra di conquista per normanni, svevi, francesi e spagnoli. Si mescolano nella sua architettura urbana cupole arabe, chiese dal gusto barocco, palazzi in stile liberty, teatri neoclassici, settecenteschi spazi verdi e brulicanti mercati storici, ricchi di sapori e di colori, simili ai suq arabi, comela famosa Vucciria, che ritratta dal pittore Renato Guttuso ha fatto il giro del mondo, o ancora Ballarò, il mercato che ha dato il nome ad una famosa trasmissione della RAI.

Proprio questa mescolanza, che le deriva dal passato, ne fa una città che si presenta incredibilmente proiettata nella storia del futuro, avendo assunto, ormai da tempo, il volto di città dell’accoglienza, della tolleranza, della città con una naturale vocazione all’ interculturalità. Simbolo di questa sua innata condizione è la Lapide Quadrilingue, custodita nel Palazzo della Zisa: una stele funeraria datata 1149, in giudaico, in latino, in greco e in arabo, che integra i diversi sistemi di datazione del mondo e dimostra la multietnicità della corte di Ruggero II e il rispetto per tutte le religioni e tutti i popoli che abitavano la Sicilia.

Eloquente in tal senso è la motivazione che la giuria ha adottato nel proclamare Palermo capitale della cultura italiana 2018. Si può infatti leggere che «La candidatura è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all'inclusione, alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee».[i] [ii]

Non solo Palermo

Nella candidatura presentata a suo tempo il progetto, nella sua offerta culturale, non coinvolge soltanto la città di Palermo, con più di un milione di abitanti, ma anche alcune realtà della vasta provincia, come Monreale, Bagheria e Cefalù e alcune realtà delle Madonie.

E' evidente il riferimento allo straordinario itinerario arabo-normanno di Monreale, Palermo, Cefalù: il Palazzo Reale e la Cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, la chiesa di San Cataldo, la Cattedrale, il palazzo della Zisa, il Ponte dell'Ammiraglio, tutti a Palermo, poi la Cattedrale di Cefalù e la Cattedrale di Monreale, siti dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Ma il progetto capitale della cultura, come già detto, si estende anche al paese di Castelbuono e all’area delle Madonie con i suoi borghi incastonati tra le montagne e il verde del Parco delle Madonie, per le ricchezze naturalistiche, storiche e culturali. Le Madonie si sono conquistate infatti recentemente per la Regione Sicilia il primo posto come Area Prototipo per la sperimentazione della SNAI(Strategia Nazionale Aree Interne) per una politica di progettazione di laboratori di sviluppo futuro. Di Castelbuono viene citato nel progetto di candidatura il Museo Civico che “si è distinto negli ultimi anni per la capacità di coniugare tradizioni e arte contemporanea e per la funzione di snodo culturale all'interno di un sistema a rete diffuso sul territorio”, di cui fa parte anche la rete di MUSEA, che annovera Musei con caratteristiche molto particolari, come per esempio il Museo della Manna [iii]del paese di Pollina, unico al mondo, oppure il famoso Museo della Fondazione Mandralisca di Cefalù, il cui ritratto più importante, quel Ritratto d’Ignoto di Antonello da Messina, è stato e continua ad essere oggetto di attenzione letteraria e artistica internazionale[iv], insieme allo stesso fondatore, l’illuminato Barone Enrico Pirajno di Mandralisca e l’eredità delle sue collezioni.[v]

In una prospettiva metropolitana il progetto non poteva ignorare la ricchezza monumentale e culturale della Città di Bagheria. Il museo Guttuso, le ville settecentesche nobiliari pubbliche e private, le tradizioni popolari e le produzioni dell'artigianato artistico, così come la dimensione letteraria e cinematografica. Di Bagheria hanno i natali la famosa scrittrice Dacia Maraini, il regista premio oscar Giuseppe Tornatore, il fotografo di fama internazionale Salvatore Scianna.

Decisamente orgoglioso del risultato ottenuto è il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, al suo quinto mandato (non consecutivo). Un sindaco al cui ampio profilo culturale e politico (ha studiato in Germania e Inghilterra, parla più lingue, autore di numerose monografie scientifiche e di diritto pubblico) si associa “la Rinascita di Palermo”, “la Primavera di Palermo”, avendo sempre egli cercato di ridare credito e speranza ai cittadini palermitani agendo sul terreno concreto del tessuto sociale e del territorio, combattendo l'illegalità e il degrado di alcuni quartieri, operando sul piano della solidarietà e puntando su concetti moderni come quelli dell'efficienza amministrativa e del funzionamento della macchina comunale.

La Charta di Palermo – Cultura e Immigrazione

Espressione di tale percorso è stata la firma della Carta di Palermo[vi] nel marzo del 2015, al termine di un convegno di tre giorni intitolato Io sono persona, una dichiarazione di intenti all’avanguardia nello scenario europeo ed internazionale sul tema integrazione e cittadinanza, in cui il concetto principale è quello del diritto alla mobilità internazionale. L’unicità di questo documento sta nel dare un nuovo impulso alla politica della regolazione del flusso migratorio, per esempio proponendo l’abolizione dei permessi di soggiorno in favore di una radicale adozione della cittadinanza come strumento di inclusione e di partecipazione alla vita pubblica. Ecco da dove arrivano le citazioni e i rimandi ai diritti e alla legalità nella candidatura , laddove si può leggere che “La promozione internazionale della Carta di Palermo, l'istituzione della Consulta delle Culture e il processo di liberazione dal condizionamento culturale della mafia pongono il tema dei diritti come presupposto politico degli interventi culturali.”

La conquista di Palermo Capitale italiana della Cultura 2018 nasce dunque da un lungo e ragionato percorso di successi ottenuti nel giro di pochi anni attraverso precise tappe fondamentali: Capitale italiana dei Giovani 2017 e per il 2018 raggiunge ancora un primato con “Manifesta”, ci sarà quest’anno a Palermo infatti la più grande biennale di arte itinerante del mondo. I palermitani possono dunque vantarsi di vivere in un luogo “non più considerato capitale della mafia, ma capitale della cultura, dove la mafia non governa più.”[vii]

Il milione di euro che il Mibact ha stanziato all’amministrazione di Palermo fuori dal patto di stabilità, in qualità di Capitale della cultura, sarà investito in borse di studio per scambi internazionali per giovani palermitani che andranno a studiare all'estero e giovani che dall'estero andranno a studiare a Palermo.

Una Palermo quindi che esporta cultura e non mafia si presenta come la faccia competitiva di un processo di contaminazione per tutta la regione Sicilia e per l’Italia tutta. È il cuore del Mediterraneo che esprime cittadinanza multietnica e multiculturale, dove l’immigrazione è considerata risorsa all’apice della sua espressione più umanitaria: “rivendichiamo il diritto di ogni essere umano a restare diverso e allo stesso tempo ad essere uguale” queste le parole che concludono la proclamazione.

Il programma dell’offerta culturale di Palermo Capitale è offerto da molteplici Istituzioni della Città Metropolitana di Palermo, in sinergia tra di loro ci sono l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di musica di Stato “Vincenzo Bellini”, la Fondazione Manifesta 12, la Fondazione Sicilia, la Fondazione Teatro Biondo (oggi la scuola di Teatro di Emma Dante ha un alto profilo internazionale), la Fondazione Teatro Massimo, la Fondazione The Brass Group, l’Università degli studi e persino il Museo Antonino Pasqualino, straordinario museo internazionale delle Marionette.

Non una somma di eventi quindi, ma una piattaforma culturale pianificata con quattro Poli: il Polo Teatrale Cittadino, il Polo Espositivo Cittadino, Il Polo Archivistico/Bibliotecario, il Polo Etnoantropologico. Ogni Polo racchiude e comprende innumerevoli siti rilevanti.

Gastronomia

Ulteriore pietra miliare dell’offerta di Palermo Capitale è senz’altro la sua ricca, affascinante, variegata proposta gastronomica, atta a sedurre tutti i palati, caratterizzata da contaminazioni storiche, sapori unici e prelibati della cucina mediterranea e araba. Una moltitudine colorata di pietanze e di pasticceria, che si è intrecciata con quella francese dei Monsù,[viii] dal francese Monsieur, l’appellativo dato anticamente ai cuochi professionisti durante la dominazione francese, che mischiavano in modo davvero sorprendente cucina francese e cucina tipica siciliana e che hanno lasciato innumerevoli piatti da gustare.

In quanto al cibo, la fa da padrona un altro primato, ottenuto da Palermo nella classifica europea del cibo di strada, dove si ritrova al primo posto, seguita da Helsinki e Berlino. E proprio a Palermo hanno luogo importanti competizioni culinarie, come lo Street Food Festival, competizione internazionale di cibo da strada proveniente da tutto il mondo, oppure lo Sherbeth festival, il festival internazionale del gelato artigianale. La nascita del gelato si fa risalire proprio all’introduzione in Sicilia dello Sherbeth[ix], bevanda fresca, da parte degli arabi nel 1226, come si legge nel Kitab al-Tabikh, il “Libro di vivande”, un ricettario del mondo islamico medievale compilato alla fine del califfato da Mohammad Al Baghdadi.

Il volto della storia

Pánormos per i greci, poi in latino Panormus, che in punico i fenici chiamarono ziz («fiore»). La Palermo in cui via mare giunse Goethe durante il suo “Viaggio in Italia” e che gli fece pronunciare le parole “Nel giardino pubblico vicino al porto, trascorsi tutto da solo alcune ore magnifiche. È il posto più stupendo del mondo”deve avere davvero incantato lo scrittore che vi giunse il 2 aprile del 1787 “Non saprei descrivere con parole la luminosità vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei contorni, la soavità dell'insieme, il degradare dei toni, l'armonia del cielo, del mare, della terra… chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita.”[x]

Di quella Palermo il visitatore del 2018 troverà tutte le tracce e gli itinerari e le chiese e gli innumerevoli beni monumentali, storici e architettonici che Goethe stesso ha visitato e raccontato.

E ne ritroverà anche le contraddizioni, i mille volti di una Palermo tante volte offesa, denigrata, sfruttata, derubata. Di cui però la parte migliore ora alza finalmente la testa e la riscatta. E la offre superba al futuro di un’Italia che sa narrare alle genti che verranno la sua parte più bella.

                                                                                                                      Maria Giuliana

(L’autrice è Lettrice incaricata dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale – Ambasciata di Berlino – presso l’ Università di Halle e Lipsia)

Versione tedesca dell'articolo

 


Note

[i]Dossier Candidatura Palermo Capitale della Cultura:        

https://www.comune.palermo.it/js/server/uploads/_31012017161757.pdf

[ii] Vedi Motivazione MIBACT http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sitoMiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_1398816910.html

[iii] Manna, prodotto dolce derivato dal Fraxinus Ornus; prelibato prodotto naturale coltivato soltanto a Pollina e a

Castelbuono, dal 2002 tra i prodotti del presidio Slow Food

[iv] Vincenzo Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio, Oscar Mondadori 2004

[v] Fondazione Mandralisca http://www.fondazionemandralisca.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=28

[vi]Charta di Palermo https://www.comune.palermo.it/iosonopersona.php

[vii] Intervista di Leoluca Orlando https://www.youtube.com/watch?v=RQiHQrZ-szE

[viii] Antonino Tobia, La storia presa per la gola, Peppe Giuffrè Editore , marzo 2009, Il 700 e l’arrivo dei Monsù, S. 159-

161

[ix] Luciana Polliotti, Gelati Gelati, Mondadori, gennaio 2002

[x] J. W. Goethe, Viaggio in Italia, BUR Classici Rizzoli, 1991, Sicilia